Tecnica AMIC e collagene

La cartilagine è un tessuto dalla struttura complessa e privo di vascolarizzazione, di conseguenza con scarsa capacità rigenerativa a seguito di usura o danni di natura traumatica. La risposta riparativa con tessuto fibroso condanna, quindi, la cartilagine alla degenerazione artrosica. Per il paziente tutto ciò si traduce in dolore articolare e limitazione o blocco del movimento.

Negli anni Novanta, fu introdotta una tecnica divenuta subito popolare per trattare i difetti della cartilagine di origine traumatica. Si trattava dell’impianto autologo di condrociti (ACI), ovvero di un impianto, dopo espansione in laboratorio, di condrociti autologhi prelevati dal paziente. Questa tecnica fu poi implementata grazie all’uso di matrici, migliorate generazione dopo generazione, che fungevano da supporto ai condrociti (MACI). La tecnica, per quanto brillante e promettente, era costosa e doveva essere necessariamente svolta in due tempi chirurgici, distanti qualche settimana l’uno dall’altro. Queste limitazioni unitamente alle restrizioni normative introdotte negli anni successivi, non ne hanno intaccato la popolarità in letteratura scientifica, ma l’hanno fatta quasi completamente abbandonare a favore di soluzioni più rapide e meno invasive.

La condrogenesi autologa indotta da matrice, più comunemente conosciuta con il suo acronimo AMIC, è una tecnica chirurgica per la riparazione dei difetti focali che si svolge in un solo step. Non necessità di costose colture cellulari in laboratorio e può essere eseguita con minima invasività sul paziente (in artroscopia o mini-artrotomia). Consiste nella fratturazione controllata dell’osso subcondrale corrispondente al difetto della cartilagine. Ciò provoca un sanguinamento e una fuoriuscita dei precursori cellulari midollari (cellule staminali e non solo) in grado di migliorare i processi di guarigione del tessuto. Dopo le micro-fratture, il difetto viene coperto con una membrana di collagene in modo da proteggere il sito di riparazione, coagulare il sanguinamento e fornire una conduzione ideale per il rimodellamento del tessuto. La membrana di collagene viene popolata dalle cellule in arrivo dal midollo, o, in alternativa, può essere arricchita con cellule staminali autologhe di altra origine (ad esempio, da tessuto adiposo) ottenute nello stesso intervento chirurgico. La tecnica, in uso da molti anni in tutto il mondo, permette una riparazione omogenea del difetto e migliora la condrogenesi offrendo risultati clinici soddisfacenti.

La linea di biomateriali di Tiss’You dispone anche di Collygen, una membrana di atelocollagene di tipo I altamente puro di derivazione equina. È disponibile in diversi formati, uno specifico per il trattamento di difetti della cartilagine con un lato ruvido per migliorare l’adesione e fornire un ambiente tridimensionale ottimale ai processi di riparazione. Collygen è una membrana che viene fisiologicamente riassorbita in 4-6 settimane, un tempo nel quale è in grado di proteggere il sito di impianto e favorire la formazione di nuovo tessuto cartilagineo.